RES – XXIII CONGRESSO NAZIONALE AICO, Riccione, Palacongressi, 3/5 Aprile 2025
UNICITÀ, INSOSTITUIBILITÀ, INFUNGIBILITÀ. "L'assistenza infermieristica ha un senso per l'uomo, ed ha un senso per l'umanità".
"Ma il senso dell'assistenza infermieristica è un risultato, non un punto di partenza. È un quadro ricco e copioso in cui numerosi soggetti ed ingredienti si mischiano in un insieme da cui è difficile desumere il particolare” - E. Manzoni
A Riccione, dal 3 al 5 Aprile 2025, il XXIII CONGRESSO NAZIONALE AICO
Le tematiche del XXIII Congresso:
- La sinergia dell’infermiere di sala operatoria nel percorso chirurgico: UNICITÀ, INSOSTITUIBILITÀ, INFUNGIBILITÀ, con le maggiori società scientifiche collegate: Anipio, Acoi, Sice, Aniarti, Siaarti, Sidmi.
- L’unicità della clinica dell’infermieristica di sala operatoria al centro del Congresso, puntando sull’infungibilità dell’infermiere.
Presentate molte istanze: le istanze di professionisti che lavorano in ambito ultra-specialistico che necessita sempre più di importante formazione, per cercare di comprendere come gli strumenti offerti dell’intelligenza artificiale possano dare supporto alla formazione del singolo professionista o dell’équipe.
L’Infermiere ha dimostrato di avere ben chiaro il proprio ruolo ed il proprio “specifico professionale”. Il filo conduttore che unisce gli infermieri che operano in aree diverse, è il processo infermieristico, che è nucleo essenziale della pratica assistenziale affinché l’infermiere, attraverso un ragionamento clinico, formuli una diagnosi infermieristica e stabilisca obiettivi assistenziali per attuare un piano di assistenza individualizzato e fornire interventi infermieristici adeguati.
Da diversi anni i giovani non scelgono più il Corso di Laurea in Infermieristica o abbandonano prima di completare il percorso di studi e mai come oggi, il futuro della professione appare tutt’altro che roseo.
Perché la nostra professione non è più attrattiva? Quali sono i fattori scatenanti?
Un grosso peso possono essere i fattori riconducibili ad uno scarso equilibrio tra lavoro e vita personale, ad una mancanza di crescita professionale (progressione di carriera), alla non valorizzazione delle competenze acquisite oltre allo scarso riconoscimento di autonomia.
Una delle soluzioni prospettate, come opportunità per risolvere i problemi organizzativi e la mancanza di infermieri, è il task shifting definito come il trasferimento razionale di compiti, normalmente svolti da professionisti sanitari con qualifiche e competenze più elevate, ad altri operatori, sanitari o non, con una formazione più breve e meno qualificata.
L’infermiere è unico, la professione infermieristica ha nel DNA la presa in carico del paziente (unica professione sanitaria). La sua UNICITÀ l’ha dimostrata durante la pandemia di Covid, prendendosi cura degli utenti, nonostante i cambiamenti improvvisi del contesto di riferimento (sale Operatorie trasformate in terapie Intensive).
L’infermiere ha avvalorato, la sua capacità di shifting trasversale, non possibile con un tecnico al suo posto e questo denota la sua specificità, la sua INSOSTITUIBILITÀ e la sua INFUNGIBILITÀ.
Di conseguenza è importante fare chiarezza rispetto ad altri profili presenti nella filiera socioassistenziale, a partire dagli OSS, alla differenziazione delle prestazioni assistenziali, per rendere sempre più efficace ed efficiente un servizio assistenziale in un quadro di specifica professionalità.
Il fulcro dell’assistenza è la complessità assistenziale. Un sistema complesso non può essere compreso analizzando solo le cause di un problema, mediante semplice scomposizione, ma richiede interazione ed una visione d’insieme.
Complessità significa anche che i processi di lavoro possono essere interrotti da eventi imprevedibili a cui bisogna adattarsi. La capacità di adattamento contribuisce a mantenere le prestazioni del sistema ad un livello avanzato, sia in condizioni ordinarie che straordinarie e se non gestite possono creare situazioni ad alto rischio. Solo la sinergia di più figure professionali e tecniche, può meglio rispondere ai bisogni assistenziali dell’utente, coinvolgendo e consentendo a tutti gli attori presenti nel processo chirurgico, di promuovere e di creare una rete capace di mettere in moto energie, contatti, competenze e relazioni.
Il tempo è maturo per fare il punto su quanto si sta evolvendo nel mondo infermieristico. AICO ritiene che sia di vitale importanza investire nella professione infermieristica, rilanciandola e rendendola più attrattiva. Le Società Scientifiche hanno un ruolo fondamentale fungendo da collettori e promotori nel condividere lo specifico e le criticità dei vari ambiti del mondo infermieristico.
Costruire l’infermieristica del futuro per AICO significa porre l’attenzione sulle figure infermieristiche presenti nel percorso chirurgico assistenziale, definire le specificità e l’evoluzione delle competenze per la presa in carico dei pazienti e riconoscere ai professionisti le specializzazioni ed il loro
percorso formativo, specializzazioni che si legano alla progressione di carriera ed al principio di infungibilità.
L'assistenza infermieristica ha un senso per l'uomo ed ha un senso per l'umanità.
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A.I.C.O. esprime la sua piena e cristallina contrarietà in merito al presunto corso formativo dell’Azienda Ospedaliera di Padova, finalizzato a formare Operatori Socio Sanitari come Strumentisti di Sala Operatoria.
Apprendiamo da varie testate giornalistiche la nota della Direzione Sanitaria e delle Professioni Sanitarie dell’Azienda Ospedaliera di Padova rispetto alla valutazione di formule organizzative innovative che rispondano alla criticità del Sistema Sanitario.
A.I.C.O., come Società Scientifica Infermieristica, è da sempre (come Statuto e Mission) attenta all’evoluzione della Professione in un ambiente multidisciplinare e complesso come le Sale Operatorie, dove la variabilità e l’imprevedibilità degli eventi impongono figure Professionali in grado di agire con responsabilità, capacità di risoluzione e gestione del rischio sanitario.
L’Operatore Socio Sanitario in virtù del suo profilo ben delineato dall’Accordo Stato-Regioni del 22- 02-2001, non è in grado di assumersi queste responsabilità.
Nel 2023 A.I.C.O. ha prodotto un documento dal titolo “L’Operatore Socio Sanitario in Sala Operatoria” disponibile all’indirizzo www.aicoitalia.it/buonepratiche dove viene definito il tema dell’inserimento dell’Operatore Socio Sanitario (O.S.S.) in Sala Operatoria in termini di attribuzione di azioni, dove questo sia possibile, ritenendola una figura importante.
Il giustificare l’O.S.S. strumentista come risoluzione a carenze Infermieristiche risulta distopico; da anni A.I.C.O. affronta questo aspetto promuovendo e realizzando come Società Scientifica percorsi di Certificazione delle Competenze dell’Infermiere di Sala Operatoria, al fine di delineare e riconoscere l’Unicità, l’Insostituibilità e l’Infungibilità della nostra figura Professionale.
Questa breve analisi evidenzia la mancanza di presupposti normativi e contrattuali affinché questa presunta idea dell’O.S.S. strumentista rappresenti una soluzione valida e percorribile per un’organizzazione complessa come quella sanitaria.