Quercetina: il flavonoide che aiuta a "fare pulizia" nell'organismo
La QUERCETINA è una sostanza naturale che rinforza le difese immunitarie. La quercetina è un flavonoide naturale presente in molti alimenti di origine vegetale, come cipolle, mele, uva rossa, tè verde e capperi. È conosciuta per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antivirali, ma uno dei suoi effetti più interessanti è la capacità di "fare pulizia" nel nostro organismo.
Il nome “quercetina” (attribuitole già nel lontano 1857) non è certo casuale. Deriva infatti da “quercetum” (bosco di querce), a sua volta riferito al Genere botanico Quercus – piante che ne vantano concentrazioni abbondanti.
La quercetina aiuta il corpo a fare pulizia, ossia ad eliminare cellule e strutture subcellulari danneggiate che nel tempo possono peggiorare la funzionalità della cellula. Per questo si tratta di una molecola così importante in un approccio pro-longevity. La QUERCETINA agisce come un potente antiossidante nel corpo, proteggendo le cellule dai danni causati dai radicali liberi. Inibisce la produzione di sostanze chimiche pro-infiammatorie, come le citochine, e inibisce l'attività di enzimi che promuovono l'infiammazione.
Da sollievo all'infiammazione cronica nel corpo e allevia i sintomi associati a malattie infiammatorie come l'artrite. Diminuisce la produzione di istamina, agendo come un antistaminico naturale. Riduce quindi i sintomi legati all'allergia quali riniti, bruciore e pizzicore a occhi, naso e gola.
A livello clinico, è utilizzata per la sua azione senolitica: infatti, contrasta l’accumulo di cellule senescenti, ovvero le cellule che hanno smesso di riprodursi, ma restano vive e attive metabolicamente; sono le cosiddette cellule zombie, una vera e propria “zavorra cellulare”, poiché concorrerebbero a creare un microambiente infiammatorio. Nel dettaglio, è stato riscontrato che le cellule senescenti sono incapaci di riprodursi per via dell’erosione dei telomeri (i “cappucci” protettivi dei cromosomi), dei danni al DNA, di mutazioni epigenetiche o della disfunzione mitocondriale.
Tuttavia, sono in grado di secernere chemochine, citochine, fattori di crescita e metalloproteinasi della matrice: si tratta di molecole infiammatorie che hanno effetti di deterioramento organico multiplo. Inoltre, come abbiamo visto, queste cellule sono definite “zombie”, perché hanno anche la capacità di trasformare le cellule vicine da vitali in senescenti, diffondendo l’infiammazione.
A proposito di infiammazione: uno dei famosi hallmarks o segni dell’invecchiamento è proprio la presenza di uno stato infiammatorio cronico, ossia l’inflammaging, che riduce l’efficienza delle difese immunitarie. Uno studio preclinico condotto nel 2018 presso la Mayo Clinic di Rochester (Senolytics improve physical function and increase lifespan in old age) (1) ha dimostrato che l’eliminazione delle cellule senescenti nei topi anziani inverte alcuni effetti dell’invecchiamento e aumenta la durata della vita.
Tra gli attivi con effetto senolitico, dalle evidenze scientifiche degli studi (2) condotti da James Kirkland e dal gruppo della Mayo Clinic emerge anche la quercetina.Oltre a questa azione “zombie killer”, la quercetina riduce i livelli di infiammazione, i livelli della pressione arteriosa e c’è anche un bellissimo studio proprio del 2024 (3) in cui si evidenzia un’azione positiva sulla BPCO, un particolare tipo di bronchite cronica dovuta soprattutto dal fumo, molto frequente e che pesa molto sui sistemi sanitari di tutto il mondo.
Le proprietà antiossidanti della quercetina contribuiscono a contrastare l’accumulo dei radicali liberi, uno scarto della produzione energetica che avviene all'interno delle cellule, nei mitocondri (4); i radicali liberi sono responsabili dello stress ossidativo, una condizione di squilibrio che concorre ad accelerare l’invecchiamento (5).
La caratteristica della quercetina è la presenza, nella sua struttura chimica, di gruppi fenolici che consentono al composto di funzionare da antiossidante (6):
• Agisce come scavenger (cioè spazzino) di radicali dell’ossigeno e dell’azoto: in pratica, è in grado di trasformare queste specie in composti non radicalici e privi di tossicità.
• Attiva il fattore di trascrizione Nrf2, che promuove l’espressione di una vasta gamma di geni antiossidanti.
• Aumenta l’espressione di PON2, un enzima che protegge le cellule dallo stress ossidativo. ossidativo
• Induce la sintesi del glutatione, un antiossidante.
• Aumenta l’espressione di enzimi antiossidanti, per esempio superossido dismutasi, catalasi, glutatione perossidasi ed eme ossigenasi.
Oltre a ciò, molti studi in vivo e in vitro hanno mostrato che la quercetina possiede anche capacità antinfiammatorie e immunostimolatorie (7).
Grazie alle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, la quercetina esercita diversi effetti biologici (8):
• Contribuisce a prevenire il danno delle cellule del miocardio e a proteggere il cuore dalla disfunzione cardiaca.
• Concorre a prevenire le malattie neurodegenerative.
• Riduce la tossicità di alcuni agenti farmacologici e non.
• Contribuisce a migliorare la fibrosi polmonare idiopatica e il danno polmonare acuto.
• Ha un ruolo nella prevenzione del diabete di tipo II.
• Concorre a migliorare l’osteoartrite.
QUERCETINA E LONGEVITA’
La quercetina fa parte degli “eroi della longevità”, cioè le sostanze che regolano a livello delle cellule i fattori o hallmarks dell’aging, concorrendo a colmare eventuali micro carenze nutrizionali, sostenendo il metabolismo cellulare e fornendo alle cellule gli strumenti indispensabili alla riparazione e alla difesa nel tempo. Infatti, oltre alle buone abitudini e allo stile di vita sano di cui parlavamo, è fondamentale una integrazione alimentare pro-longevity.
Per garantire a noi stessi una longevità in salute, è necessario tutelare la salute delle nostre cellule, intervenendo su tre livelli:
1. Difesa e protezione delle cellule, per fornire loro gli elementi necessari alla riparazione del DNA e ridurre i fattori responsabili dei danni ossidativi.
2. Riparazione, per limitare l'inflammaging e contrastare l’insorgenza di disturbi cronici.
3. Rinnovamento, per favorire l’eliminazione delle componenti cellulari danneggiate e senescenti e migliorare l’efficienza della produzione di energia a livello mitocondriale.
In associazione ad altri attivi della salute, la quercetina può essere introdotta come integrazione a un’alimentazione bilanciata, in quantità adeguate alle proprie personali esigenze nutrizionali.
QUERCETINA: VANTAGGI PER OCCHI E VISTA
I bioflavonoidi come la quercetina hanno particolare efficacia anche sul benessere dell’apparato visivo (9), e questo in molteplici modi:
• Agendo sui bastoncelli, i fotorecettori della retina deputati alla visione in condizioni di scarsa luminosità, migliorano la visione crepuscolare e riducono la sensibilità all’abbagliamento.
• Costituiscono preziosi coadiuvanti nel contrasto dei disturbi di origine ipertensiva e diabetica nei confronti della retina.
• Contribuiscono al rallentamento della miopia evolutiva.
• Contribuiscono a contrastare le patologie degenerative della macula.
Per tutte queste ragioni, la quercetina è spesso inserita tra gli ingredienti degli integratori alimentari per occhi. Tali integratori rappresentano senz’altro un’importante risorsa per incrementare gli apporti di molti nutrienti fondamentali per il benessere della propria vista (e del resto dell’organismo).
EFFETTO SULLA ALDOSOREDUTTASI
E’ noto che l’iperglicemia è correlata a lungo andare con disturbi a carico del cristallino (opacizzazione del cristallino-cataratta), dei reni, della retina e dei nervi. Tali disturbi sono correlati alla trasformazione dell’eccesso di glucosio ematico in composti della glicosilazione avanzata, capaci di danneggiare specifici tessuti dell’organismo. E’ stato dimostrato che la quercetina inibisce l’aldosoreduttasi, che è il primo enzima che interviene nel metabolismo dei polioli (zuccheri come il sorbitolo) in grado di provocare tali danni, in particolare opacizzazione del cristallino.
BENEFICI PER LA PROSTATA
In uno studio prospettico intitolato “Gut microbiome and chronic prostatitis/chronic pelvic pain syndrome (10) l’indice dei sintomi della prostatite cronica (CPSI) è migliorato di 2,7 punti rispetto a 1,5 del placebo. Questo effetto sui sintomi urinari suggerisce un potenziale utilizzo della quercetina nell’ipertrofia prostatica benigna. Secondo un altro studio intitolato “Quercetin inhibits prostate cancer by attenuating cell survival and inhibiting anti-apoptotic pathways” (11), la quercetina può avere una sorta di effetto anti-cancro sulla prostata grazie alla modulazione dei percorsi ROS, Akt e NF-κB. Potrebbe dunque essere utilizzata come opzione chemiopreventiva, oppure in combinazione ai farmaci chemioterapici, per migliorare i risultati clinici dei pazienti affetti da cancro alla prostata.
RUOLO NELLE ALLERGIE e NEI PROCESSI INFIAMMATORI
Tale azione sarebbe legata alla presenza dei gruppi ossidrilici presenti nella quercetina. Il meccanismo d’azione sembra correlato alla sua capacità di inibire la degranulazione delle mast cells, dei basofili e dei neutrofili. Questo potrebbe suggerire il suo impiego nel trattamento fisiologico di allergie, come la febbre da fieno. La quercetina potrebbe inoltre inibire la liberazione di istamina e di altri mediatori delle reazioni allergiche, fungendo da stabilizzatore delle membrane cellulari, che diventano così meno sensibili agli allergeni. La quercetina, al pari di altri bioflavonoidi, secondo alcuni ricercatori é in grado di agire direttamente sul sistema a cascata dei mediatori dell’infiammazione, prostaglandina-cicloossigenasi e lipoossigenasi, senza peraltro mostrare i classici effetti collaterali a livello gastrico associati alla somministrazione dei Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (anzi favorendo eventualmente la cessazione del sanguinamento e la successiva cicatrizzazione).
QUERCITINA IN ONCOLOGIA (12)
La quercetina è una sostanza dotata di effetti ormetici: a basse concentrazioni è responsabile di un determinato effetto biologico mentre ad alte concentrazioni è responsabile dell’effetto biologico opposto. Generalmente a basse concentrazioni funzione come antiossidante proteggendo le cellule dai danni dei radicali (effetto cancro protettivo) mentre ad alte concentrazioni funziona come pro-ossidante con conseguente citotossicità a livello delle cellule tumorali (13).
Gli effetti anti-cancro della quercetina si basano sulla sua capacità di (14, 15):
• ridurre la proliferazione cellulare
• indurre l’apoptosi delle cellule cancerose, ossia la morte cellulare programmata mediante l’attivazione di p53, l’aumento delle molecole pro-apoptotiche come Bax, caspase-3, caspase-9 e la riduzione di agenti anti-apoptotici come survivin e Bcl-2
• causare l’arresto del ciclo cellulare delle cellule tumorali mediante la sottoregolazione della chinasi CDK1, della ciclina B1 e mediante la sovraregolazione di p21, p27, p53 e chk2
• inibire i processi mitotici modulando l’attività di diverse chinasi
• sottoregolare in maniera significativa l’attivazione della via di segnalazione PI3K/Akt che gioca un ruolo importante nello sviluppo del cancro e nella chemioresistenza.
• prevenire le metastasi riducendo la secrezione di VEGF, i livelli di MMP e riducendo la produzione di N-caderina e vimentina, molecole che aumentano la capacità di migrazione delle cellule tumorali
• bloccare la segnalazione del recettore degli androgeni
La quercetina è in grado di potenziare l’effetto delle terapie anticancro, sia chemio che radioterapia, rendendo le cellule tumorali più sensibili e proteggendo le cellule sane. Questo effetto è stato osservato soprattutto in caso di terapia con irinotecan, fludarabina, platino, doxorubicina, ciclofosfamide, docetaxel (14).
QUERCETINA UN'ALLEATA PER LA PELLE
La quercetina contrasta fortemente l'invecchiamento cutaneo. La quercetina contribuisce a ridurre i danni cutanei causati dai raggi solari, una delle prime cause della comparsa di inestetismi, macchie e rughe. Infatti, un'eccessiva esposizione al sole, porta al formarsi i radicali liberi. I radicali liberi sono sostanze che alterano e danneggiano la struttura della sintesi di collagene ed elastina nella pelle, provocando appunto un invecchiamento precoce a livello cutaneo. La quercetina aiuta a proteggere dagli effetti negativi delle radiazioni solari e da vari altri problemi legati all'età, compresi i problemi degenerativi, per i quali è in corso la ricerca scientifica.
STUDI TOSSICOLOGICI: Le ricerche tossicologiche confermano che l'integrazione, con Quercetina fino a 200 mg al giorno è sicura.
I dosaggi tipici di quercetina supplementare vanno da 100 a 1.000 mg al giorno. La dose più comune è di 500-1.000 mg/die . In ogni caso, si tratta di quantitativi di gran lunga superiori a quelli apportati dalla dieta media. Di per sé, la quercetina ha una bassa biodisponibilità, che nei tipici integratori orali è stata stimata al 2%. Alcune ricerche indicano che la quercetina ha un effetto sinergico se combinata con altri integratori di flavonoidi, come il resveratrolo, la genisteina e le catechine.
Bibliografia
1. https://www.nature.com/articles/s41591-018-0092-9
2. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28869295/
3. La quercetina migliora la rigenerazione epiteliale delle cellule basali delle vie aeree dei pazienti con BPCO https://respiratory-research.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12931-024-02742-0
4. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25149212/
5. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16574059/
6. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30901869/
7. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4808895/
8. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30901869/
9. Pawlowska E. et al. “Dietary Polyphenols in Age-Related Macular Degeneration: Protection against Oxidative Stress and Beyond” Hindawi Oxidative Medicine and Cellular Longevity 2019
10. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28217695/
11. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29898731/
12. https://www.artoi.it/quercitina-e-bioflavonoidi/
13. Nutr Rev. 2010 Jul. Hormesis and synergy: pathways and mechanisms of quercetin in cancer prevention and management. Vargas AJ, Burd R.
14. International Journal of Molecular Sciences. The Anti-Cancer Effect of Quercetin: Molecular Implications in Cancer Metabolism. Marjorie Reyes-Farias, Catalina Carrasco-Pozo
15. Biomolecules. 2019 May 6. Fisetin and Quercetin: Promising Flavonoids with Chemopreventive Potential. Kashyap D, Garg VK, Tuli HS, Yerer MB, Sak K, Sharma AK, Kumar M, Aggarwal V, Sandhu SS.
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