Genova svela l’arte segreta di Ruffo Caselli: in mostra i suoi audaci robot sessuali
La mostra Esistenzialismo Cibernetico a Genova sorprende il pubblico con l’esposizione inedita di due dipinti della collezione segreta di robot sessuali di Ruffo Caselli. Queste opere, mai viste prima, aprono nuovi interrogativi sul rapporto tra tecnologia, desiderio e intelligenza artificiale.
Un evento artistico inaspettato sta catturando l’attenzione del pubblico e degli esperti del settore.
La mostra Esistenzialismo Cibernetico, dedicata all’iconico artista Ruffo Caselli (Firenze, 1932 – Ovada, 2020), ha riservato una sorpresa destinata a far parlare a lungo: per la prima volta vengono esposti due dipinti della sua leggendaria collezione segreta di robot sessuali.
La tecnologia incontra l’eros: i robot sessuali nell’arte di Caselli
Caselli, considerato un pioniere nella rappresentazione del rapporto tra uomo e tecnologia, ha anticipato con la sua arte molte delle tematiche oggi al centro del dibattito culturale. Tra le sue opere più provocatorie, spiccano due tele realizzate nel 2006 e nel 2007, raffiguranti realistici robot sessuali. Queste figure ibride, umanoidi altamente sensuali con microchip incastonati nei loro corpi, sembrano anticipare il futuro dell’intelligenza artificiale applicata alla sfera emotiva e intima.
I dipinti sono solo un assaggio di un’intera collezione mai esposta prima, risalente agli anni ’70, che potrebbe presto vedere la luce. L’inserimento di queste opere nella mostra ha suscitato un forte interesse, alimentando il dibattito su come la tecnologia stia progressivamente ridefinendo i confini tra realtà, desiderio e artificialità.
L’arte di Caselli: tra satira e preveggenza
Le opere di Caselli non si limitano alla mera rappresentazione estetica, ma offrono una critica ironica e visionaria della società tecnologica. L’artista, senza mai aver usato un computer, ha saputo cogliere le implicazioni della digitalizzazione ben prima che l’intelligenza artificiale e la robotica diventassero temi di discussione globale.
Il Centro per lo Studio Multidisciplinare dell'Esistenzialismo Cibernetico, fondato a New York da Carmen Gallo, è tra i promotori dell’iniziativa, insieme alla Promotrice Belle Arti Liguria, alla Galleria San Donato e al gallerista Mario Moneta, che ha curato la mostra.
Ad accompagnare l’esposizione c’è anche un film documentario sulla vita di Caselli, curato dal musicologo e musicista Umberto Maria Tiesi, che ha composto una colonna sonora originale ispirata alle sue opere.
Una mostra destinata a lasciare il segno
Oltre a questi sorprendenti dipinti, la mostra propone un’ampia selezione delle opere di Caselli, dai suoi celebri androidi esistenzialisti ai suoi ritratti futuristici dell’umanità digitale. Genova si conferma così il centro di un’importante riscoperta artistica, riportando alla luce un autore capace di interrogarsi con anticipo sui temi più attuali della nostra epoca.
L’esposizione resterà aperta fino al 12 aprile 2025 presso la storica galleria di Via degli Archi 39, con orari dalle 16:00 alle 19:00 (chiuso lunedì e festivi).
Un’occasione unica per scoprire un artista visionario e una collezione segreta destinata a far discutere a lungo.
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